Automazione ed intelligenza artificiale sono ormai entrate a viva forza nel dibattito pubblico, tra fautori e detrattori. Tuttavia, si tratta di realtà che vanno profondamente analizzate, con dati concreti, perché stanno fortemente influenzando l’economia globale e dunque anche i mercati finanziari. Non esula dagli effetti di questa trasformazione il settore immobiliare, finora percepito tangibile e forte come un mattone, poco tecnologico.
Se da una parte l’impiego di questi strumenti può facilitare il lavoro dei professionisti del settore ed i clienti possono trarne vantaggi, dall’altra le grandi società di servizi immobiliari e le aziende proptech quotate in Borsa, si dimostrano suscettibili a particolari reazioni nei titoli. Di recente, infatti, diversi report e testate economiche internazionali hanno evidenziato come l’AI stia modificando le aspettative degli investitori su alcune attività tradizionali del settore immobiliare: brokerage, property services, valutazioni e gestione immobiliare, sono sempre più automatizzabili e quindi si stanno sviluppando delle revisioni delle prospettive di crescita e movimenti nei titoli di alcune società del comparto. Certamente si tratta di un’evoluzione da tenere sotto controllo a livello economico-finanziario globale, ma può essere utile conoscere questi meccanismi e trend anche per gli investitori del settore. Ecco di seguito una serie di informazioni che possono aiutare a muoversi nel comparto.
Come l’AI sta trasformando il settore immobiliare
Molti analisti finanziari ed immobiliari negli ultimi mesi si sono occupati di AI e settore immobiliare. Il report “Emerging Trends in Real Estate Europe” di PwC, ad esempio, ha evidenziato come digitalizzazione e intelligenza artificiale stiano ridefinendo i modelli operativi del real estate e l’attrattività degli investimenti immobiliari. Non si tratta solo di strumenti tecnologici, ma di un vero cambio di procedura professionale. L’AI viene ad esempio utilizzata per un’analisi predittiva dei prezzi, per valutazioni automatizzate di immobili, la gestione intelligente di edifici, l’ottimizzazione dei portafogli immobiliari e l’automazione di numerose attività di raccolta dati, amministrazione e reporting. Ne consegue per i professionisti una maggiore efficienza, rapidità nei servizi, riduzione dei costi e decisioni dei clienti più rapide. Per le grandi società quotate in borsa che operano nei servizi immobiliari, tutto questo può significare margini più alti di guadagno, ma anche un cambiamento radicale nei modelli di business, che può incidere sul valore dei titoli azionari, non sempre in positivo. In pratica l’AI sta inducendo dei movimenti in questo settore della finanza, che è bene tenere sotto controllo.
Le aspettative degli investitori immobiliari e i mercati finanziari
Un altro report interessante da questo punto di vista è quello recente di Deloitte, “Commercial Real Estate Outlook” che focalizza l’attenzione sulle aspettative degli investitori. Banalmente si può pensare che l’automazione abbassi i costi generali di un’azienda e stimoli quindi un margine di guadagno più alto. Eppure, non sempre è così. Gli investitori possono tradurre questo concetto con una revisione al ribasso delle prospettive di crescita e conseguenti oscillazioni dei titoli azionari di settore, tradizionalmente stabili. A conferma anche un’inchiesta del giornale The Guardian che ha evidenziato crolli di azioni di società di property services quotate dovuti a timori nei confronti di una potenziale “disruption” tecnologica, ovvero alla possibilità della nascita di nuovi mercati e alla cancellazione di più vecchi modelli di business.
È un concetto molto complesso da comprendere nella quotidianità, ma oggi ogni azienda, così come i consumi dei cittadini, non viaggiano mai in autonomia, ma in un contesto finanziario globale molto delicato. E questo è particolarmente vero nell’immobiliare, laddove il mattone è sempre stato considerato un bene rifugio, fortemente stabile.
Proptech e società quotate: un settore sotto osservazione
Un punto cruciale sotto osservazione degli analisti finanziari riguarda le aziende proptech, ovvero quelle società che sviluppano soluzioni digitali per il real estate. Per loro stessa natura sono legate all’innovazione tecnologica, ma quando sono quotate in borsa, proprio questo aspetto non le rende stabili in materia di aspettative da parte degli investitori, poiché si tratta di un mondo in rapidissima evoluzione. Gli investitori per sentirsi al sicuro tengono conto di diversi aspetti, come i seguenti:
- capacità di integrare l’AI nei servizi
- vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti
- sostenibilità dei ricavi nel lungo periodo
- rischio di essere superati da nuovi player del settore.
È chiaro che se un’azienda non si dimostra in grado di offrire queste garanzie, i valori dei titoli possono oscillare. Ma a parte ciò, di contro, se ogni aspetto è ben gestito, il risultato diventa positivo e la quotazione può salire. In pratica, l’importante per gli investitori è che l’innovazione sia applicata correttamente ai modelli tradizionali e che sia costantemente aggiornata. Dunque, non una minaccia allo standard dei modelli finanziari e di business, ma neppure una staticità che porti presto l’azienda ad offrire un servizio obsoleto. Questo fenomeno di rischio di fluttuazione riguarda ogni settore in trasformazione: la tecnologia, infatti, non impatta solo l’operatività, ma anche la valutazione finanziaria delle imprese.
Cosa cambia (e cosa non cambia) per chi compra o vende casa
Ma cosa significa tutto questo per i fruitori naturali e diretti del mondo del mattone, ovvero per chi vuole vendere o comprare una proprietà? Sostanzialmente nulla. L’andamento dei titoli azionari in relazione all’AI e all’automazione riguarda sostanzialmente le grandi società quotate in borsa, e non il valore dei singoli immobili. Questo, infatti, continua e continuerà a dipendere da ben altri fattori, come la posizione, la qualità, lo stato di manutenzione, domanda ed offerta locale, efficienza energetica e presenza o meno di tecnologie moderne, come la domotica, oltre ovviamente allo stato generale dell’economia nazionale. L’intelligenza artificiale può migliorare l’analisi dei dati e la velocità delle valutazioni, ma non sostituisce l’esperienza, la conoscenza del territorio e la capacità intermediaria di un professionista immobiliare, a cui è sempre importante affidarsi per essere accompagnati in decisioni di compravendita sicure e consapevoli. L’intelligenza artificiale in pratica non potrà mai sostituire il consulente, ma lo aiuterà ad essere più preciso e rapido. I professionisti di iad immobiliare si caratterizzano peer l’impiego dell’innovazione tecnologica proprio a tale scopo: offrire al cliente un servizio migliore. Qui tutti i contatti, per una valutazione immobiliare o per un acquisto consapevole.